Dobbiamo tutelare i dipendenti del gioco d’azzardo

Si è visto che da Nord a Sud, da Est e da Ovest diverse Amministrazioni e diversi Sindaci hanno emesso nuovi regolamenti, inserito limitazioni, delimitato orari di chiusura solo ed esclusivamente al fine dichiarato dii “dare battaglia” al settore del gioco d’azzardo evitando che lo stesso “progredisca nel suo cammino commerciale, si allarghi e secondo i citati Sindaci no vi sia il proliferare di problematiche derivanti dal gioco patologico e compulsivo. Le Amministrazioni, come quella di Milano ben presto seguite da altre, sono arrivate a “premiare” i famosi negozi “no slot” pubblicizzando -a volte anche ad oltranza- queste iniziative e cogliendo ogni occasione possibile per rendere noto “a tutti i cittadini” quanta presa “di coscienza” ci fosse dietro queste iniziative. Chissà cosa penseranno gli addetti al settore del gioco legale? Ed anche agli “indotti” del comparto che sono tantissimi….

Nessuno, o forse molto pochi, ha pensato ai dipendenti delle piccole imprese e/o attività del comparto del gioco? Il settore del gioco negli ultimi anni è quello che è riuscito sia a “riempire le casse dell’Erario” che ad impiegare tantissime risorse umane che non “trovavano altra possibilità” nel sociale “normale”.

Qualcuno dei nostri politici ha spiegato a queste Amministrazioni ed a questi Sindaci che gli operatori legali del gioco vorrebbero poter lavorare -e far lavorare chi è con loro- in virtù di concessioni ed autorizzazioni rilasciate proprio dallo Stato: e che queste concessioni sono state anche profumatamente pagate? Quindi chi tutela l’impiego di risorse economiche e risorse umane?

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